sabato 31 ottobre 2015

Halloween: un menù tutto vegano

Certamente la presentazione è quantomeno raccapricciante, perchè visto così sembra proprio il cervello di uno zombi servito su un piatto di melma...Le ricette di Jamie Oliver sono sempre perle di gusto uniche.
Questo arrosto per voi sarà una grande scoperta: un gusto e uno spessore che non avreste mai immaginato. Fautori della dieta vegana, questo arrosto è tutto per voi, godetevelo...ma prima lo dobbiamo preparare perciò al lavoro. Per 4 persone.

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  • 1 sedano rapa di circa gr: 750,
  • 1 cucchiaino di olio al tartufo,
  • gr: 500 di funghi misti o champignons,
  • 1 cipolla,
  • 1 cucchiaio di salsa senape,
  • gr: 200 di orzo perlato,
  • ml: 200 di panna  vegetale;
  • 2 foglie d'alloro, 2 cimette di timo e rosmarino fresco,
  • olio d'oliva,
  • 4 spicchi d'aglio interi,
  • verdure bollite calde a vostro piacere(cavoli, biete, cime di rapa...),
  • sale marino e pepe nero;
Cuoceremo il sedano rapa in forno come se fosse un pollo, quindi dopo averlo pulito delle radici e parti fibrose, sistemarlo su 2 fogli di carta d'alluminio e condire con 1 cucchiaio d'olio, sale, pepe, il timo, le foglie d'alloro strapazzate e  l'olio al tartufo e massaggiare bene per fare assorbire l'olio aromatizzato. Mettere intorno i 4 spicchi d'aglio schiacciati con le mani, un filo d'olio e chiudere la rapa con la stagnola raccolta sopra per non perdere i succhi, sistemare in una teglia piccola e infornare a 180° per 2 ore ( meglio sarebbe usare il forno insieme ad un'altra cottura dato che il sedano rapa occupa poco spazio).
 vai al sitoPer la salsa ai funghi: rosolare a fuoco vivace la cipolla e i funghi affettati con 2 cucchiai d'olio, sale e pepe e lasciare asciugare l'acqua che dopo 5 minuti comparirà nella padella mescolando sempre e lasciando caramellare il fondo. Dopo 20 minuti aggiungere 1 cucchiaio di senape e la panna vegetale, assaggiare e regolare di sale.
Intanto a parte cuocere l'orzo perlato in un buon brodo per 40 minuti e servire asciutto con fette di sedano rapa arrosto e verdure varie bollite e ben calde.

venerdì 30 ottobre 2015

Funghi arrostiti all'aglio, basilico e pomodoro secco

Arriva l'autunno e la natura ci offre tanti prodotti pieni di sapore, colore e gusto: le zucche, i melograni, le castagne ma soprattutto i funghi, belli gustosi e versatili. Oggi ve li propongo grigliati interi e conditi con una salsina particolarmente gustosa. Provatela.


  • 500 gr di funghi prataioli o champignon o porcini o altri a vostro piacere di medie dimensioni;
  • 1 mazzetto di basilico fresco;
  • 50 gr di pomodoro secco sottolio;
  • 1 spicchio d'aglio;
  • sale marino e pepe nero;
  • Olio extravergine d'oliva;

Mettere la griglia a scaldare e intanto pulire i funghi con uno strofinaccio umido, togliendo i gambi (adoperateli domani per un buon brodo insieme ad altre verdure) quindi ungere d'olio con un pennello le cappelle e sistemarle così preparate sulla griglia ben calda e cuocerle 3 o 4 minuti per lato ricordando che non devono essere completamente cotti ma perfettamente grigliati.
Disporre i funghi in un piatto da portata a raffreddare e intanto passare alla preparazione del condimento.
Tritare finemente l’aglio, il basilico ed i pomodori secchi, aggiungere 3 cucchiai di olio, mescolare e condire con un pizzico di sale e pepe.
Distribuire sui funghi e fare insaporire 10 minuti prima di servire.

giovedì 29 ottobre 2015

La frutta di Martorana siciliana

Come ogni anno, siamo qui a celebrare la festa nel ricordo dei defunti e quale modo migliore se non quello di preparare dei deliziosi dolci? Nella storia travolgente della mia bella Sicilia, oltre a parlare di popoli invasori e sudditi sottomessi per fortuna si parla anche di buon cibo, tanto buon cibo: dalla carne dei nostri allevamenti ai pesci dei nostri mari, dai frutti della nostra terra alle numerosissime ricette di dolci... Si! parliamo proprio di dolci perchè la Sicilia vanta una varietà di dolci, a dir poco infinita, e il cielo sa quanto sono buoni, conosciuti e apprezzati. Ogni città della Sicilia vanta un manicaretto o piatto particolare che, già nel settecento, ogni monastero produceva quasi fosse un segno distintivo.
Frutta di pasta reale o Martorana
I dolci palermitani hanno un privilegio, quello di essere nati dalle mani premurose e laboriose delle monache di clausura e preparati nei monasteri
Gli ingredienti, tutti genuini, utilizzati come farina, zucchero, uova, ricotta, mandorle, miele, pistacchio, nocciole, frutta secca sono tutti prodotti in profusione nell'isola, quindi le preparazioni erano preferite da tutti i ceti palermitani, che approfittavano di una festa in famiglia o festività comandate, perché davano garanzia di genuinità ed erano più a buon mercato.
Quasi tutti i monasteri avevano la loro specialità che con il tempo si è tramandata dalle operose mani delle monache a quelle di alcune persone che ne hanno fatto un mestiere: i pasticcieri. Continuando così la loro opera, essi sono diventati i fautori dei classici dolci palermitani famosi per la grande varietà.
E non esiste festa religiosa o ricorrenza familiare che non sia celebrata con un dolce o una pietanza tradizionale
A Palermo si annoverano le feddi del Cancelliere, le minni di vergine del Noviziato, le ravazzate con la ricotta di Sant'Elisabetta, il pan di Spagna della Pietà,
il bianco mangiare di Santa Caterina, i famosi strunziddi di l'Ancili dei Sett'Angeli (odierni biscotti Regina), e tanti altri ancora... Ad Agrigento rimane famoso quel cuscus dolce color verde Islam delle monachelle del monastero di Santo Spirito e poi i delicati passavulanti di Vicari, ecc.
Insomma, possiamo dire che non ci fu ordine monacale di ogni angolo di Sicilia non ebbe il suo dolce.
A Palermo il più rinomato rimane ancora oggi la frutta Martorana delle nobili Signore dell’Ordine di San Benedetto di Palermo. Si erano stabilite nello splendido edificio voluto, attorno al 1140, da Giorgio Antiocheno, Grande Ammiraglio di re Ruggero, affidato al clero greco nel 1221. Nel 1435 fu ceduto da re Alfonso d’Aragona alle monache benedettine del vicino convento fondato nel 1194 da Eloisa Martorana. Fu più noto a tutti i siciliani per i dolci di pasta di mandorla, retaggio di antichi pasticcieri saraceni. Di certo sappiamo, però, che quelle suorine andavano molto fiere del loro giardino “ricco di ogni sorta di verzure e alberi di ogni frutto”.
Pare abbiano ricevuto, ma senza precisazione alcuna circa l’anno né altri elementi che ne possano fare identificare il periodo, la visita di un cardinale curioso di vedere quelle delizie botaniche.
In ogni caso l’eminentissimo scelse per la sua visita, malignamente forse, il periodo invernale. Le monachelle non si persero d’animo e attaccarono ai rami spogli dei loro alberi ogni sorta di frutta realizzata con pasta di mandorle e dipinta con i colori vivissimi della maturazione. Burlarono così il cardinale, ma pure il buon Dio che aveva deciso, a suo tempo, che la frutta fosse legata al ritmo delle stagioni. Dopo il 1886, con la soppressione degli Ordini voluta dal nuovo regno sabaudo, le nobili signore cessarono la loro dolce attività che divenne patrimonio dei pasticcieri palermitani. E non solo.
Frutta Martorana
  • gr: 500 di farina di mandorle,
  • gr: 500 di zucchero al velo,
  • 1 fialetta aroma mandorla,
  • 1 bustina di vaniglia, 
  • ml: 100 di acqua,
  • 1 cucchiaio scarso di glucosio o miele
  • amido di mais per spolverare la forma,
  • formine di frutta varia in gesso o silicone,
  • colori alimentari, gambi e foglie artificiali per decorare,
  • lucidante per dolci,
In una ciotola capiente miscelare bene la farina di mandorle, lo zucchero e la vaniglia, quindi aggiungere l'aroma mandorla, il glucosio e l'acqua e impastare premendo bene gli ingredienti e poi fare riposare l'impasto per una mezz'ora. Usare l'amido per infarinare la formina e sistemare un poco di impasto già sagomato un po' con le mani, premere bene e poi uscire delicatamente la forma ottenuta sistemando in un vassoio coperto con carta forno. Se possedete un'ottima manualità divertitevi a fare la frutta senza formine, il divertimento è assicurato. Fare asciugare la frutta per 24 ore, quindi dipingere con pochissimo colore sciolto con acqua e fare asciugare di nuovo. Per ultimo passare il lucido per un effetto reale della frutta. Per le castagne arrostite invece del lucido spolverare con un po' di amido di mais. Decorare con gambi e foglie.

Filetto di salmone al sale, ricetta veloce


La ricetta del pesce al sale è uno dei metodi di cottura più antichi che si conoscano e che segue lo stesso principio delle cotture sotto la cenere, sotto la terra, sotto la sabbia e, più recentemente, anche sotto vuoto.
Cucinando un cibo sotto sale, pesce, carne o verdure che siano, equivale a cuocere l'ingrediente racchiuso in una membrana protettiva di modo che tutti gli aromi non possano evaporare durante la cottura, ne essere alterati da altri sapori come l'olio della frittura o l'acqua della bollitura. Meglio sarebbe usare sempre del sale marino grosso perchè è più resistente all'umidità e non si scioglie in cottura specie se cuciniamo del filetto di manzo, e lasciare sempre la pelle e le squame se cuciniamo del pesce.


  • 800 gr di filetto di salmone diviso in 4 pezzi;
  • 1 kg di sale grosso da cucina;
  • 1 cimetta di rosmarino fresco;
  • 1 arancia o 1 limone bio;

Preparare una padella pesante, antiaderente e con il coperchio, mescolare del sale grosso da cucina a della buccia d’arancia o limone e foderare il fondo della padella fino a formare almeno 1 centimetro di spessore. Accendere il fuoco e lasciare che il sale si riscaldi bene. Quando è caldo adagiare il filetto dalla parte della pelle, distribuire sul pesce il rosmarino tritato finemente, abbassare il fuoco al minimo, coprire la padella con il coperchio e dopo appena cinque minuti avrete il filetto cotto senza grassi aggiunti e profumato agli agrumi. A piacere potete passare il filetto sotto il grill già caldo per una piacevole colorazione superficiale.
Accompagnare con un purè di patate e piselli o una insalata colorata di ortaggi misti, mais e pomodorini.
P.S. potete fare allo stesso modo filetti di altri pesci come trota salmonata, merluzzo, branzino...

mercoledì 28 ottobre 2015

Polpettine al cumino e limone

Buonissime queste polpettine profumate al cumino e limone, un piatto buonissimo e semplice da realizzare unisce il gusto della carne in bianco con quello delle spezie, una combinazione davvero gustosa! Da provare subito.


  • 400 gr di carne tritata;
  • 2 salsicce di maiale di ottima qualità;
  • 1 uovo bio;
  • 50 gr di pane avanzato ieri;
  • 2 cucchiai di farina 00;
  • 1 limone bio;
  • 1 cucchiaino di cumino in povere;
  • 1 piccola cipolla;
  • 2 cucchiai di latte;
  • sale marino e pepe nero;
  • olio extravergine d'oliva;
  • mezzo bicchiere di vino bianco;

Sistemare la carne macinata e le salsicce private del budello in una ciotola e amalgamare insieme, quindi incorporare l’uovo, il pane ammorbidito prima con il latte e ridotto in pezzi, aggiungere pure la farina, la scorza grattugiata del limone, il cumino e un pizzico di sale.
All'interno di una padella antiaderente versate un filo di olio di oliva e la cipolla tritata, lasciate rosolare e non appena sarà imbiondita aggiungetela al composto di carne creato prima. Con le mani mescolate il tutto energicamente e successivamente realizzate le polpettine!
Versare un filo d’olio d'oliva nella padella e rosolare le polpette da entrambi i lati e non appena sono colorite sfumarle con il vino. Lasciare evaporare il tutto e abbassate il fuoco, lasciando cuocere ancora per qualche minuto.
Terminata la cottura servirle insieme al loro sughetto. Sono ottime se conservate per il giorno successivo magari per un pranzo veloce fuori casa. Buonissime se abbinate a delle zucchine tagliate a dadini e cotte in padella con l’aggiunta di un po’ di olio, ma comunque abbinate pure il vostro contorno preferito.

martedì 27 ottobre 2015

I crackers fatti in casa

Per uno stuzzichino salutare ecco dei crackers integrali senza sale al rosmarino e semi di sesamo. La ricetta veramente sfiziosa l'ho vista sul sito di Nicoletta Carbone e non ho resistito alla voglia di rifarla e, credetemi sono veramente ottimi.
Suggerimento per la festa di Halloween: se volete divertirvi lavorate delle forme tipo ossa di morto e distribuiteli insieme agli altri dolcetti ai vostri amici per la festa.


  • 250 g di farina 100% integrale di grano tenero;
  • 80 ml di acqua;
  • 30 g di olio extra vergine di oliva;
  • 2 cucchiai di semi di sesamo tostati;
  • 2 cucchiai di rosmarino secco tritato;
  • 1 cucchiaino di paprica (secondo i gusti dolce o piccante);

Mescolare la farina con i semi tostati, il rosmarino e la paprica (tenete da parte un po' di semi e rosmarino per decorare la superficie), aggiungere l’acqua e l’olio e impastare bene. Lasciate riposare l’impasto coperto con un telo per 20 minuti a temperatura ambiente, quindi stendere con il mattarello fino a raggiungere pochi (4/5) millimetri di spessore. Cospargere la superficie con altro rosmarino tritato e semi di sesamo e ripassare con il mattarello per farli aderire bene. Spennellare con olio extravergine di oliva. Con un coltello fate dei rettangoli, in modo da ricavare la forma dei classici crackers, fate poi dei buchi con uno stecco sulla superficie e infornare 10/12 minuti a 200°.
Potete sostituire le spezie e le erbe come più vi piace. Usate gli ingredienti e i sapori che preferite ( formaggio grattugiato, olive, pomodoro secco tritato... ma sempre senza sale!

domenica 25 ottobre 2015

Il gelato allo yogurt di Jamie senza gelatiera

Stavate cercando la ricetta per un gelato buono, semplice, genuino, sempre facile da fare, con ingredienti che abbiamo sempre in casa, ma soprattutto senza gelatiera? Eccola, fermatevi perchè l'avete trovata ed è proprio Jamie che l'ha studiata appositamente per noi e i nostri bimbi, utilizzando tutta la frutta che volete (ma soprattutto recuperando quella avanzata e sempre troppo matura) e un buon barattolo di yogurt naturale. Al lavoro e sbizzarritevi con i gusti che più vi piacciono
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  • 1 banana matura;
  • 400 g di frutta di stagione matura, come il mango, prugne, pere, mirtilli, pesche, gelsi, fragole...
  • 3 cucchiai di miele biologico;
  • 500 g di yogurt naturale;
  • 150 g di lamponi;
  • cialde per gelato;
Su un tagliere pulito sbucciare e affettare la banana in fette di 2 cm, pulire e tagliate tutta la frutta a pezzetti (non tagliare i lamponi), sistemarla tutta su un vassoio, distanziando in modo che nessuna delle parti si toccano l'un l'altro e posizionare il vassoio in freezer per circa 2 ore, o fino a quando è tutta congelata. Mettere pure 6 piccoli bicchieri in freezer a raffreddare. Nel frattempo, mettete il miele e lo yogurt in un robot da cucina e frullare per mescolare bene. Prelevare i bicchieri freddi dal congelatore e dividere i lamponi tra di loro. Lavorando in fretta aggiungere la frutta congelata al robot da cucina e frullare insieme allo yogurt. Aggiungere 1 cucchiaio di yogurt congelato alla frutta nei bicchieri sopra i lamponi e servire subito oppure riporre in un contenitore ermetico e congelare per un altro giorno.
Potete anche utilizzare gli appositi coni di cialda per i bambini.
Il trucco di Jamie: Ogni volta che avete un eccesso di frutta troppo matura, pulire, spezzettare e congelare come già spiegato e, una volta congelata sistemare nei sacchetti sigillabili così da averla già pronta per un gelato rapido un altro giorno.

sabato 24 ottobre 2015

Salmone al forno

Facilissima e velocissima la ricetta del salmone al forno, da infornare mentre si prepara il pranzo per trovarlo già pronto al momento di servire, già pulito e profumato.


  • 1 filetto di salmone di circa 700 gr, tagliato in pezzi;
  • alcune cimette di rosmarino e di timo fresco;
  • 1 limone bio;
  • olio extravergine d'oliva;
  • sale marino e pepe nero q.b.



Preriscaldare il forno a 180°.
Prendere una teglia e foderare con un foglio grande di carta forno o alluminio. Versare 50 ml di vino e appoggiateci sopra i tranci di salmone, che andranno poi conditi con un filo di olio extravergine di oliva, un po’ di timo e rosmarino tritati finemente, del sale, del pepe appena macinato e delle fettine di limone. Mettere una fettina su ogni trancio di salmone. Chiudere il tutto come se fosse un grosso cartoccio, così da poter contare su una cottura leggera e molto buona, quindi infornare per una mezz'oretta circa. Servire caldo, condire con un filo d'olio e profumare con del prezzemolo fresco.

Ciambella bicolore senza latte

Questa morbidissima ciambella tutta da provare è nata per la gioia degli intolleranti al lattosio, ma per la morbidezza e la bontà non ho sufficienti parole. Vi consiglio di prepararla per la colazione di domenica mattina, coccolate al meglio i vostri cari con bontà e genuinità!


  • 250 g di farina 00;
  • 250 gr di zucchero di canna;
  • 130 ml di acqua bollente;
  • 130 ml di olio extravergine d’oliva;
  • 3 uova bio;
  • 30 ml di rum;
  • una bustina di lievito per dolci;
  • due cucchiai di cacao amaro;

Preriscaldare il forno a 180° per poi abbassare a 170° quando si inforna la ciambella.
In una ciotola sbattere con le fruste elettriche le uova  unendo lo zucchero a più riprese; quando il composto è ben montato aggiungere, sempre sbattendo, l'olio, l'acqua bollente, il rum ed in ultimo la farina ed il lievito.
Separare il composto in due parti unendo a quella più scarsa il cacao amaro.
Imburrare ed infarinare lo stampo per ciambella e versare i due composti alternandoli a piacere.
Infornare a 170° per 40 minuti circa controllando con uno stecco di legno prima di tirarla fuori dal forno, che deve essere asciutto.
Servire calda questa morbidissima ciambella e con zucchero al velo.

venerdì 23 ottobre 2015

Risotto al pomodoro vegan

Un piatto semplice, preparato un po' in tutte le cucine d'Italia ma con un ingrediente unico  e cioè il pomodoro.

4 mestoli si sugo di pomodoro già preparato ieri,
2 cimette di basilico
800 ml di brodo vegetale
1 cipollotto fresco
olio extravergine di oliva
320 gr di riso
Sale marino e pepe nero;


Scaldare il brodo.
In una padella far soffriggere a fiamma bassa lo scalogno tritato molto finemente con 2 cucchiai di olio, quindi aggiungere il riso e farlo tostare un minuto.
Unire 4-5 mestoli di brodo bollente e impostare il timer secondo i minuti di cottura del tipo di riso che si sta usando (solitamente 15-18 minuti).
Continuare unendo il brodo man mano che viene assorbito, mescolando di tanto in tanto, senza lasciare che il composto si asciughi troppo, altrimenti cuocerebbe male ed in modo discontinuo.
A metà cottura del riso, aggiungere il sugo di pomodoro, regolare di sale e unire un cucchiaio di basilico tritato, mescolando continuamente e portare a fine cottura aggiungendo brodo se ne bisogna.
Spegnere il fuoco, aggiungere 1 cucchiaio di olio d'oliva, mescolare e lasciar mantecare qualche minuto a tegame coperto.
Servire decorando con altro basilico.
P.S. la ricetta vegana non prevede l'uso di burro e formaggio, ma voi potete aggiungerne a vostro piacimento.

giovedì 22 ottobre 2015

Carpaccio di polpo

Il carpaccio di polpo è un piatto veramente speciale, unico nel suo genere a partire dal nome che, come tutti sappiamo "carpaccio" è sinonimo di alimento crudo, tritato o affettato sottilmente e condito. Il carpaccio di polpo si fa con il polpo già bollito, pressato bene in una forma rotonda e messo a riposare per 24 ore.
Così è chiaro che questa ricetta è tutta un'altra storia, una semplice portata dal sapore strepitoso, decisamente da provare!

  • 1 polpo di circa 1,2 kg;
  • 1 limone bio;
  • 1 carota, 1 gambo di sedano e 1 cipolla;
  • olio extravergine d'oliva;
  • sale marino e pepe nero q.b.

Pulire le verdure e sistemarle in una pentola capiente con acqua bollente salata e fare riprendere il bollore quindi unire il polpo ben lavato e privato degli occhi, del becco e con la sacca svuotata, calandolo lentamente tenendolo per la testa e fare cuocere a fiamma bassa per circa 40 minuti. Spegnere il fuoco e lasciare ancora 10 minuti il polpo nel suo brodo, quindi scolare bene e sistemarlo in una bottiglia di plastica tagliata a metà e sul cui fondo avrete praticato dei fori al fine di far fuoriuscire il liquido del pesce. Schiacciare per bene il polpo sul fondo della bottiglia e sistemare un peso sulla superficie ( il batticarne oppure un'altra bottiglia piena), quindi sistemare in frigorifero per 24 ore. Il giorno dopo, per estrarre il polpo dalla bottiglia facendo attenzione a non romperlo, tagliare la bottiglia a strisce. Sistemare su un tagliere e affettare con un coltello affilato (oppure con l'affettatrice se l'avete) in rondelle abbastanza sottili, disponendole su un bel vassoio da portata.
Versare in una ciotola il succo del limone, 5 cucchiai d’olio, un pizzico di sale e di pepe, mescolate e versar.e l’emulsione sul pesce. Il carpaccio di polpo è pronto per essere gustato! Guarnire il carpaccio di polpo con fettine di limone, una manciata di prezzemolo fresco tritato oppure erba cipollina.
P.S. è fondamentale lasciare riposare in frigorifero il polpo BEN pressato nella bottiglia per almeno 24 ore affinché si compatti per bene, mentre se volete potete tenerlo in freezer una ventina di minuti prima di affettarlo.

mercoledì 21 ottobre 2015

Contorno vegan di zucchine e funghi arrosto

Un piatto di salute le verdure fresche arrostite, ma oggi vi propongo i funghi arrostiti e chiamo tutti i vegani a raccolta: provate la ricetta perchè vi posso garantire che, se fatti bene richiamano tanto il gusto della carne arrosto e sono una vera goduria vegana! Per 2 persone.

  • 4 grossi funghi prataioli freschissimi;
  • 2 zucchine genovesi;
  • mezzo mazzetto di prezzemolo;
  • 1 spicchio d'aglio;
  • 1 limone bio;
  • origano;
  • olio extravergine d'oliva;
  • sale marino e pepe nero q.b.

Pulire e affettare le zucchine a fette di mezzo centimetro e i funghi a fette di poco meno di 1 cm e spennellare con poco olio d'oliva da ambo i lati tutte le verdure (perchè i funghi siano freschi devono essere con il cappello chiuso di sotto, vicino al gambo e di colore bianchissimo). Scaldare la piastra
per 10 minuti almeno per averla ben calda prima di iniziare e intanto preparare il condimento. Spremere il succo del limone in una ciotolina, aggiungere lo spicchio d'aglio spremuto allo spremiaglio, mezzo cucchiaino di sale, una spolverata di pepe nero appena macinato, un cucchiaino di origano, il prezzemolo tritato finemente con i gambi e 3 cucchiai di olio, mescolando bene. Sistemare i pezzi di verdura sulla griglia calda per 3 o 4 minuti, girando le fette solo quando hanno preso un bel colore dorato, facendo lo stesso con i funghi. Disporre su un piatto da portata basso e largo e irrorare il tutto con il condimento preparato.
Sono speciali appena preparate, ma vanno bene anche fredde.

martedì 20 ottobre 2015

Ricetta siciliana: spaghetti al pesto di zucchina lunga, pomodoro e basilico

Ed eccovi una versione nuova e gustosa di come cucinare la nostra famosa zucchina lunga. Solitamente la si aggiunge alle minestre, ma oggi vi propongo questa ricetta nella quale possiamo sentire ogni sapore ben esaltato di tutti gli ingredienti usati.

  • 500 gr di zucchina lunga, già pelata con il pelapatate;
  • 2 carote e 1 costa di sedano;
  • 1 cipolla media;
  • 2 cimette di basilico fresco già pulito;
  • 1 pomodoro rosso pelato e privato dei semi;
  • 1 spicchio d'aglio spremuto allo spremiaglio;
  • 100 gr di pecorino grattugiato
  • olio extravergine d'oliva;
  • sale marino e pepe nero appena macinato.

Tagliare a dadini la zucchina, le carote, il sedano, la cipolla e mettere il tutto a cuocere in una pentola con acqua abbondante per 10 minuti. Togliere le verdure appena cotte con un mestolo forato tenendo l'acqua di cottura per cuocervi in seguito gli spaghetti. Mettere le verdure in un mixer ad immersione e frullare aggiungendo un pizzico di sale fino ad ottenere una crema omogenea che verseremo in una padella calda. Preparare il pesto mettendo nel frullatore il basilico, l'aglio, 3 cucchiai di olio di oliva e frullare, poi aggiungere il pomodoro a dadini e regolare di sale e pepe.
Cuocere gli spaghetti al dente nell'acqua di cottura delle verdure, scolare e versare nella padella con la crema di zucca e la metà del pesto, saltare per assemblare bene e continuare la cottura degli spaghetti aggiungendo dell'acqua di cottura al bisogno. A cottura ultimata versare il resto del pesto e un filo d'olio e mantecare con un cucchiaio di pecorino grattugiato. Impiattare e servire con formaggio a piacere e una spolverata di pepe nero.

lunedì 19 ottobre 2015

Ricetta siciliana: zucchina lunga a spezzatino vegan

La zucchina lunga viene chiamata in Sicilia “cucuzza longa”, può superare facilmente il metro in lunghezza ed è di colore verde chiaro e morbida al tatto. È un ortaggio molto utilizzato in tutta l’isola durante la stagione estiva dato che si presta a varie preparazione ed è leggermente dissetante e rinfrescante. La si prepara bollita a tocchetti con un pizzico di sale e la si mangia fredda la mattina a digiuno per il suo effetto rinfrescante e diuretico, la si può gustare insieme alle foglie più tenere della sua pianta dette "tenerumi" e ai legumi nelle zuppe e minestre, oppure in conserva di zucchina lunga per dolci favolosi.
La ricetta di oggi ve la propone a spezzatino, buonissima da sola ma se volete, potete cucinare prima la carne a pezzetti come da ricetta, e aggiungere la zucchina a metà cottura. Le dosi indicate bastano per 2 persone, mentre aggiungendo 400 gr di carne basta per 4 persone.

  • 1 zucchina lunga e tenera di circa 1,2 kg;
  • 1 cipolla media dolce, tritata finemente;
  • 1 pomodoro rosso maturo;
  • 50 ml di vino bianco secco;
  • 100 ml di brodo vegetale o di pollo (oppure acqua per una ricetta vegana);
  • olio extravergine d'oliva;
  • sale marino e pepe nero q.b.
  • foglie di basilico a piacere;



Pelare la zucchina già spezzata in 4 parti con il pelapatate e poi fare a pezzetti regolari di circa 5 cm tagliando ogni pezzo prima a metà per il lungo e poi di muovo a metà, ridurre a dadini il pomodoro spellato e privato dei semi. Mettere la cipolla tritata in un tegame già caldo con 2 cucchiai di olio e appena è morbida versare i dadini di pomodoro facendo rosolare insieme per 2 o 3 minuti, quindi sfumare con il vino e fare evaporare e poi aggiungere la zucchina, versare il brodo (oppure acqua per una ricetta vegana), salare e pepare, coprire e cuocere a fuoco moderato per 15 minuti circa controllando la cottura che dipende dalla grossezza dei pezzi tagliati.
A cottura ultimata fare riposare a fuoco spento e coperto per altri 5 minuti. Servire con una spolverata di pepe e del basilico tritato a piacere che darà profumo e colore al piatto.











domenica 18 ottobre 2015

Il pomodoro secco della nonna

Quando la nonna in estate ci ospitava, lavorava il pomodoro in tutte le maniere possibili e, per noi bambini, era una scoperta giornaliera perchè ogni giorno c'erano cose nuove da fare e tutti i giorni erano nuove avventure. Si cominciava con la salsa in bottiglia (previo lavaggio di tutte le bottiglie...ed erano tante!), scegliendo i pomodori più belli per salarli e seccarli al sole e si finiva con asciugare al sole pure la passata per fare il concentrato di pomodoro o " astrattu" per i sughi con la carne dell'inverno...erano i miei tempi e condividere i miei ricordi con voi è straordinario. Ho già postato la ricetta del pomodoro secco all'aceto balsamico e siccome ieri sera ho preparato i pomodori secchi come li preparava la nonna, non ho resistito all'idea di passarvi la ricetta ed eccola qua completa di foto. Spero tanto che la provate.

  • 300 gr di pomodoro secco;
  • 100 gr di pangrattato;
  • 1 spicchio d'aglio;
  • 1 cipolla dolce piccola, tritata finemente;
  • 1 cucchiaio di passolina e pinoli;
  • 1 cucchiaio di caciocavallo grattugiato;
  • 2 filetti di acciughe sottolio;
  • olio d'oliva e pepe nero q.b.

Tuffare i pomodori secchi in un tegame con acqua bollente, fare riprendere il bollore e spegnere lasciando in ammollo ancora un paio di minuti, quindi scolare e disporre su un piano per fare raffreddare.
Rosolare brevemente la cipolla in un padellino con 2 cucchiai di olio, aggiungere le acciughe e schiacciare con il cucchiaio per fare sciogliere, quindi aggiungere passolina e pinoli, il pangrattato e mescolare bene per fare assorbire tutto il condimento. Togliere del fuoco e fare intiepidire, poi condire con l'aglio tritato finemente, il formaggio grattugiato e una spolverata di pepe nero mescolando bene fino ad ottenere un composto appiccicoso aggiungendo un po' d'acqua se necessario. Sistemare un pizzico di composto su un mezzo pomodoro pressando bene e coprire con l'altro mezzo pomodoro. Completare tutti i pomodori e friggere in una padella calda con 2 cucchiai di olio d'oliva, a fuoco moderato girando quando assumono una colorazione bruna e un profumo delizioso si sparge per tutta la casa. Serviteli freddi come antipasto oppure come contorno.

sabato 17 ottobre 2015

Ravioli delicati di ricotta e prezzemolo

Amiche carissime che amate tanto fare la pasta ripiena, provate il ripieno che vi suggerisco oggi: è aromatico ma al tempo stesso molto delicato. Useremo il latte al posto della panna, per condire e dare un tocco di classe ai nostri ravioli delicati.



  • 150 gr di farina di semola di grano duro;
  • 150 gr di farina 00;
  • 3 uova bio;
  • 300 gr di ricotta fresca;
  • 125 gr di formaggio in fiocchi;
  • 125 ml di latte;
  • 50 gr di prezzemolo tritato molto finemente;
  • 40 gr di parmigiano grattugiato fresco;
  • la scorza grattugiata di mezzo limone;
  • 1 noce di burro;
  • un pizzico di noce moscata grattata;
  • sale marino e pepe nero macinato fresco;
Fare la pasta fresca utilizzando le farine già miscelate e le uova e impastando bene il tutto per circa 15 minuti, quindi coprire l'impasto e fare riposare 30 minuti prima di tirare la sfoglia ( se possedete la macchinetta per la pasta avete il lavoro facilitato), e intanto passiamo alla preparazione del ripieno.
Passare la ricotta e il formaggio a fiocchi attraverso un setaccio in una ciotola. Aggiungere il prezzemolo, il parmigiano, la noce moscata, un pizzico di scorza grattugiata di limone, sale e pepe. Mescolare bene l'impasto e assaggiare per regolare di sale, pepe e scorza di limone, quindi mettere da parte. Stendere la sfoglia e, seguendo le foto, formare dei ravioli di 4 cm di diametro con circa mezzo cucchiaino di ripieno dentro. Userete circa la metà del ripieno per tutti i ravioli.
Per la salsa, versare il rimanente ripieno in una padella ampia, aggiungere
il latte e cuocere a fuoco medio per 5 minuti facendo scaldare la salsa
senza farla bollire, aggiungere il parmigiano, mescolare, togliere dal fuoco e tenere al caldo. Cuocere i ravioli in abbondante acqua bollente e salata, controllando la cottura dopo pochi minuti che salgono a galla, scolare con la schiumarola ancora al dente e versare nella padella con la salsa calda maneggiando delicatamente per insaporire Servire immediatamente decorando con piccole foglioline di prezzemolo.

Spiedini di pesce spatola

Pesce magro, particolarmente digeribile e con un buon contenuto di omega 3, il pesce spatola appartiene alla famiglia dei pesci azzurri e nella cucina siciliana trova posto in svariate ricette e, inutile dirlo, una più buona dell'altra e così, dopo la spatola in agrodolce eccola avvolta in piccoli e accattivanti spiedini, da provare subito. Per 4 persone.

700 gr filetti di spatola già puliti;
150 g pane grattugiato;
3 filetti di acciughe sottolio;
1 piccola cipolla dolce;
1 limone biologico;
1 patata lessa;
mezzo mazzetto di prezzemolo;
1 cucchiaio di passolina e mezzo di pinoli;
una decina di foglie di alloro fresche;
olio extravergine di oliva;
sale marino e pepe nero q.b.

Mettere la cipolla tritata in una padella calda con 2 cucchiai di olio e fare imbiondire a fuoco dolce, aggiungere i filetti di acciughe e schiacciare con il cucchiaio di legno per fare sciogliere, aggiungere la passolina e i pinoli e per ultimo 100 gr di pangrattato lasciando assorbire il condimento. Condire con sale, pepe e la patata lessa schiacciata, mescolando bene fino ad ottenere un composto appiccicoso. Unire il prezzemolo, la scorza grattugiata di 1/2 limone e poche gocce di succo. Mettere a bagno gli stecchi per evitare che brucino in cottura.
Asciugare il pesce spatola già tagliato a filetti e a pezzi di circa 12 cm (questa operazione fatela fare direttamente al pescivendolo mentre la spina centrale, è ottima per preparare il fumetto o un buon sughetto).
Mettere 50 gr di pangrattato in un piatto, prendere ogni fettina, passare il lato senza pelle nella mollica, posare una piccola noce di composto preparato per il ripieno dal lato della pelle, arrotolare e infilzare l'involtino ottenuto negli spiedi di legno alternando mezza foglia di alloro e mezza fettina di limone.
Continuare fino a completamento, quindi disporli su teglia rivestita di carta da forno, irrorare con un filo di olio EVO e infornare a 180-200°C per 15 min girando a metà cottura.
Servire caldo accompagnando con fiocchi di patate duchessa e pisellini e una bruschetta di pomodoro.
L'ideale sarebbe arrostire questi spiedini alla brace, un piatto perfetto per una bella grigliata estiva.

Patate duchessa con pisellini

Questa ricetta di origine francese, ci presenta un modo nuovo e insolito di riciclare le patate lesse avanzate del giorno prima. Sfizioso contorno e oltremodo elegante, queste patate si prestano molto bene anche per una festicciola per bambini data la forma particolare  e visto che l’ingrediente principale è tanto amato dai bambini.

  • 500 grammi di patate farinose;
  • 100 gr di pisellini surgelati;
  • 2 tuorli d’uovo;
  • 50 ml di olio extravergine d'oliva;
  • 50 ml di panna vegetale;
  • sale, pepe e noce moscata;
Iniziare lavando bene le patate per poi metterle a lessare con tutta la buccia in una pentola capiente piena di acqua fredda e un pizzico di sale e cuocere per 15/ 18 minuti meglio se il giorno prima.
Una volta lesse, togliere le patate con un mestolo forato e cuocere per 5 minuti i pisellini nell'acqua bollente delle patate, quindi scolare e lasciare raffreddare. Sbucciare le patate e passare insieme ai pisellini in un passaverdura oppure uno schiacciapatate e versare in una terrina. A questo composto aggiungere l'olio, la panna vegetale, un pizzico di sale, una spolverata di pepe, un cucchiaino di noce moscata e i 1 tuorlo. Mescolare bene fino a ottenere un composto asciutto e compatto. Questo va trasferito in una tasca da pasticcere dotata di bocchetta a stella di medie dimensioni.
Foderare una teglia con della carta forno e spremetevi sopra dei piccoli ciuffetti di composto del diametro di circa 5 cm e spennellare i ciuffetti con l'altro tuorlo sbattuto leggermente con un cucchiaino di acqua. Mettere in forno preriscaldato a 200° per almeno 15 minuti, fino a che i ciuffetti non si doreranno. Sfornare e servire le patate duchesse ben calde oppure tiepide come contorni di piatti a base di pesce o carni lesse.
Un consiglio: potete congelare le patate duchessa già pronte, per poi cuocerle successivamente in forno direttamente congelate. Potete anche conservarle in frigo per qualche giorno prima di utilizzarle.

venerdì 16 ottobre 2015

Zuppa vegan di fiocchi di miglio e lenticchie rosse

Il miglio è un cereale buonissimo e ricco di sali minerali. Nell'antichità e fino a qualche secolo fa, era molto usato in cucina, e poi si è perso il suo utilizzo a favore di mais, grano, riso e avena. E' un cereale senza glutine e può essere tranquillamente consumato da chi è celiaco. 
Sono tante le ricette che si possono preparare con il miglio, ma la migliore è senza dubbio la classica zuppa, ideale soprattutto nel periodo invernale, calda e profumata da accompagnare con qualche crostino.
La zuppa che prepareremo oggi richiede pochi minuti dato che useremo i fiocchi e le lenticchie rosse che, essendo decorticate sono di facile cottura, il tutto cucinato in un buon brodo di pollo o vegetale, rigorosamente fatto in casa per un pieno di salute.
Dosi per 2 persone.
  • 80 gr di fiocchi di miglio;
  • 80 gr di lenticchie rosse;
  • 750 ml di brodo vegetale o di pollo;
  • olio extravergine d'oliva;
  • sale marino;
  • pepe nero o peperoncino a piacere;
Cuocere le lenticchie nel brodo bollente per 15 minuti circa, quindi versare a pioggia il miglio in fiocchi e mescolare velocemente per evitare che si formino grumi, per qualche minuto. Assaggiare di gusto per regolare di sale e spegnere. Fare riposare la minestra qualche minuto prima di servire,
regolandone la densità a vostro piacere eventualmente aggiungendo dell'altro brodo bollente e condire con un generoso filo d'olio d'oliva. Accompagnare la zuppa con del pane tostato.
P.S. Se usate il miglio intero cuocetelo insieme alle lenticchie, il tutto per una ventina di minuti.

giovedì 15 ottobre 2015

Kebab di salsiccia, con erbette all'aglio e tortillas

Cosa si mangia stasera? Provate a rispondere che c'è il kebab di salsiccia e sarà una festa per tutti.

  • gr: 400 di  tritato di maiale,
  • 2 cucchiai di pangrattato;
  • mezzo cucchiaino di semi di cumino il povere;
  • 1 cucchiaino di semi di finocchio in polvere;
  • 2 cucchiai di semi di sesamo;
  • salsa piccante a piacere;
  • 4 tortillas pronte,
  • olio d'oliva, sale e pepe q.b,
e per accompagnare:

  • erbette fresche di stagione: bietoline, cime di rapa o cavolicelli (verdura selvatica tipica delle mie parti)già sbollentate;
  • 4 spicchi d'aglio;
oppure:
Impastare il tritato con il pangrattato, il cumino e il finocchio in polvere, dividere in 4 parti, sistemare ogni parte su uno spiedo di metallo o di bambù lasciati in acqua per 10 minuti e facendo aderire bene con le mani, lasciare la superficie con la forma delle dita che schiacciano: ciò aumenterà la superficie di cottura durante la fase di grigliatura. Sistemare gli spiedi sulla griglia caldissima oppure sotto il grill del forno, salare e pepare in superficie e non toccare prima che abbia assunto un colore quasi brunito( aprite le finestre e tenete il fuoco vivace se volete un ottimo risultato). Nel frattempo in  una padella calda metteremo i semi di sesamo e li faremo tostare qualche minuto, quindi versarli in un vassoio. Controllare che gli spiedi siano perfettamente arrostiti girandoli spesso e una volta pronti aggiungere 2 cucchiaini di salsa piccante rigirandoli un'ultima volta, quindi passateli sul vassoio con i semi tostati rigirandoli ad uno ad uno per fare aderire i semi sulla superficie. Servite su un piatto una tortillas, posare lo spiedo caldo e accanto sistemare le erbette rosolate in padella con l'aglio affettato e una spolverata di sale, oppure con i sottaceti, le verdure in insalata, qualche cucchiaio di yogurt e salsa piccante a piacere.

mercoledì 14 ottobre 2015

Verdure sottaceto per panini e kebab

Questa ricetta è ottima per preparare le verdure per accompagnare panini e kebab e vi darà modo di sfruttare tutti gli ortaggi che volete e che vi trovate in frigo. Basterà tritare tutto finemente e condire lasciando insaporire almeno 10 minuti per ottenere un'ottimo accompagnamento. Sarà gradita da tutti. Eccovi i miei suggerimenti.

  • mezzo cavolo rosso o bianco;
  • 1 cipolla rossa;
  • 1 lattuga lunga e 1/2 cetriolo;
  • 2 cucchiai di aceto di vino bianco;
  • 1 cucchiaio di zucchero;
  • 4 o 5 ravanelli teneri con il ciuffo di foglie;
  • 1 peperoncino rosso fresco;
Per prima cosa prepariamo le verdure sottaceto: affettare finemente il cavolo, la cipolla, la lattuga, il cetriolo e sistemare in una ciotola e condire con una salsina preparata mescolando in una ciotolina pizzico di sale, 2 cucchiai d'aceto e 1 cucchiaio di zucchero. Mescolare bene con le mani l'insalata stropicciando un po' le verdure e lasciare riposare. Sistemare tutto intorno i ravanelli tagliati a spicchi con il ciuffetto di foglie e il peperoncino affettato sottilissimo e accompagnare con dello yogurt magro a parte, in una ciotolina.

Olive verdi schiacciate in salamoia

Come ogni anno ad ottobre mi accingo nella raccolta delle olive: chiarisco bene raccolgo le olive dell'alberello che ho in giardino, che mio padre ha piantato anni addietro nel mio orticello.
Preparare le olive in salamoia è veramente semplice e quest'anno ho deciso di postarvi la ricetta.
Potete mangiarne una parte appena preparate e conservarne il resto per il consumo invernale cercando di consumarle tutte prima che arrivi la stagione calda.

  • 2 kg di olive verdi;
  • sale marino grosso;
  • acqua;
  • 1 grosso barattolo di vetro di 3 kg di capacità per la preparazione;
  • 5 o 6 barattoli di circa 400 ml per la conservazione;


Schiacciare le olive, posizionando un vecchio strofinaccio sul tagliere già foderato con una pellicola o una busta di plastica, utilizzando il batticarne e un paio di guanti per evitare di macchiare le mani con il succo delle olive schiacciate e metterle nel barattolo di vetro, quindi sciacquare una volta con acqua e poi ricoprirle interamente di acqua pulita cambiandola una volta al giorno per 7 /14 dipende dalla grossezza delle olive e dal loro grado di maturazione. L' immersione in acqua servirà a fare perdere l'amaro alle olive rendendole quindi commestibili. Se utilizzate le olive comprate e non troppo mature, lavatele a lungo prima di schiacciarle, in modo da togliere eventuali pesticidi.
Le mie sono di una varietà piccola e a maturazione precoce ( varietà "biancolilla " tipica della Sicilia orientale)e quindi erano già pronte dopo 7 giorni ma potrebbero volerci anche 14 giorni per olive verdi e grosse. E intanto preparare la salamoia, bollendo 2 litri d’acqua. Quando l’acqua ha raggiunto l’ebollizione, toglietela dal fuoco e fatevi sciogliere 200 gr sale, quindi lasciare raffreddare.
Scolare le olive, sistemarle nei barattoli di vetro non troppo grandi per un consumo più ottimale del prodotto, scuotendo bene per riempire e coprire con la salamoia. Per garantirne la conservazione, le olive devono essere completamente ricoperte di salamoia. Chiudete ermeticamente i barattoli  e conservare in un luogo fresco e buio e attendendo qualche mese prima di consumare. Prima di consumare le olive sciacquarle della salamoia e poi condire con aglio schiacciato in camicia, origano in foglie e olio d'oliva.
Se amate i gusti piccanti come me, potete condirne subito un piccola quantità e farle insaporire 2 giorni a temperatura ambiente prima di consumarle, pizzicano leggermente e a me piace tanto.
N.B. Vi passo alcuni consigli su domande o dubbi che potreste avere in corso di lavorazione.
Potete variare la quantità di sale, ma ciò ne compromette il tempo di stagionatura. Se utilizzate una salamoia con una percentuale di sale superiore al 10% prima di consumare le olive sciacquatele abbondantemente.
Utilizzando meno sale le olive perderanno presto (dopo qualche mese) la loro consistenza diventando mollicce, invece usando più sale le olive diventeranno dure (dopo 2 mesi), con la superficie rugosa e impresentabili oltre che immangiabili.

martedì 13 ottobre 2015

Agnolotti vegan di zucca rossa, allo sherry e uvetta

Adesso che si avvicina la stagione delle zucche anch'io mi sono cimentata con la pasta ripiena, facendo gli agnolotti. Ho imparato che anche se cambia il nome il risultato praticamente è sempre lo stesso: la pasta ripiena, così ci sono i tortellini (quelli piegati a triangolo e pizzicati sulle punte), gli anolini (come i tortellini ma più piccoli e lavorati intorno al dito), i ravioli (quelli quadrati e ritagliati con la rotella a zig zag), gli agnolotti (quelli che ho preparato oggi con la forma tipica dei panzerotti) e poi agnolini, cappelletti, raviolini... vi posso garantire che esistono tante varietà di paste ripiene, ma ognuna ha sicuramente un nome proprio.

  • 300 gr di impasto base per pasta fresca;
  • 800 gr di zucca a fette e priva di semi;
  • 2 o 3  cipolline fresche tritate finemente;
  • 50 gr di noci tritate;
  • 3 cimette di salvia fresca tritata o 1 cucchiaino di salvia seccata;
  •   sale marino e  pepe bianco q.b.
  • 2 cucchiai di olio d'oliva;
  • 3 scalogni tritati;
  • 50 ml di brodo vegetale;
  • 2 cucchiai di farina;
  • 50 ml di sherry dolce;
  • 30 gr di uva passolina nera;
  • 45 gr di uva sultanina bianca;
Preriscaldare il forno a 220°C. Disporre le fette di zucca su una teglia bassa, leggermente unta e infornare per 30 minuti circa. Quando sono tenere, togliere la buccia e metterle nel frullatore o passarle nel passaverdure per ottenere una purea. Versare la purea ottenuta in una terrina e mescolarvi le cipolline tritate, le noci, la salvia e un pizzico di sale pepe. Dividere la pasta in 3 pezzi e metterne da parte 2, coperte con la
pellicola trasparente. Stendere il terzo pezzo a uno spessore di circa 1 mm. Tagliare, con il bordo di un piccolo bicchiere almeno 12 cerchi di pasta di 6,5 cm di diametro. Mettere 1 cucchiaino di composto di zucca nel mezzo di ogni cerchio, inumidire i bordi con acqua e piegare a metà premendo i bordi con le punte delle dita per chiudere bene. Stendere, tagliare e riempire anche gli altri due pezzi di pasta.
Scaldare l'olio d'oliva a fuoco medio in una casseruola col fondo pesante. Aggiungere gli scalogni e cuocere per 2 minuti. Spolverare con la farina e continuare la cottura mescolando per un altro minuto. Versare nella casseruola il brodo, lo sherry e cuocere, mescolando per 1 minuto quindi frullare con il minipimer
sino a ottenere una salsa senza grumi Aggiungere l’uva passa e la sultanina, abbassare la fiamma e sobbollire per 3 minuti. Condire con sale e pepe e assaggiare per regolare di gusto. Cuocere gli agnolotti in acqua in
bollente salata, assaggiando dopo pochi minuti di cottura perchè vanno scolati al dente. Sistemare gli agnolotti in un piatto da portata caldo e leggermente unto di burro. Condirli con la salsa e servirli ben caldi.

L'impasto base per la pasta fatta in casa

Richiede veramente poco impegno e un po' di tempo per preparare la pasta fresca e credetemi, dopo appena poche volte, sarete così padrone della tecnica che sarà un gioco prepararla più spesso. Abituiamo i nostri ragazzi al piacere della tavola e a ritrovarci tutti insieme a pranzo soprattutto la domenica davanti un buon piatto di tagliatelle con la salsa di pomodoro oppure delle mirabili busiate al pesto di melanzane. Meditate su ciò, perchè il futuro dei nostri figli passa ancora per la nostra famiglia, la nostra casa e, perchè no, dalla nostra tavola. Le dosi indicate bastano per 4 persone.


  • 200 gr di farina di semola di grano duro;
  • 150 gr di farina 00;
  • 3 uova bio;


Fare la pasta fresca utilizzando le farine già miscelate versate a fontana sul piano da lavoro, quindi rompere le uova nel buco fatto al centro della farina e iniziare a mescolare con una forchetta aggiungendo la farina sulle uova verso il centro fino a che diventa impossibile continuare con la forchetta. A questo punto continuare con le mani aggiungendo (se necessario) circa 50 ml di acqua a poco a poco e impastando bene il tutto per circa 15 minuti, quindi coprire l'impasto e fare riposare 30 minuti prima di tirare la sfoglia (se possedete la macchinetta per la pasta avete il lavoro facilitato).
Per fare le tagliatelle la pasta va tirata non eccessivamente sottile, come invece lo richiede la pasta ripiena.
Infatti per la pasta ripiena la sfoglia deve essere sottilissima e per questo motivo basteranno i 2/3 dell'impasto indicato per fare la pasta ripiena per 4 persone.

lunedì 12 ottobre 2015

Ricetta siciliana: melanzane "ammuttonate" o ripiene

Altro meraviglioso piatto della cucina palermitana che, come tutti i piatti tipici di questa cucina, passa da una bella padella piena di olio per friggere prima di terminare il suo viaggio in un tegame con dell'ottimo sugo di pomodoro rigorosamente fresco, ed è a ciò che deve tutta la sua bontà. Che il nostro fegato non ce ne voglia.

  • 600 gr di melanzane piccoline e tenere;
  • 700 ml di passata di pomodoro fresco;
  • 150 gr di mollica fresca di pane raffermo;
  • 2 cucchiai di caciocavallo grattugiato;
  • 50 gr di caciocavallo semistagionato;
  • 2 cime di basilico e poco prezzemolo;
  • 5  spicchi d'aglio;
  • olio d'oliva evo, sale e pepe nero q.b.
  • 1 litro di olio di semi di girasole per friggere;
Mettere la mollica in una ciotola e condire con il formaggio grattugiato, sale, pepe, il prezzemolo
tritato e 1 spicchio spremuto allo spremiaglio e mescolare bene.
Melanzane ammuttonate alla palermitana
Togliere i gambi alle melanzane pulite e con un coltellino fare dei tagli in verticale per inserire la mollica già condita con le mani aprendo i tagli fatti in precedenza. Friggere le melanzane  a poco a poco, in un tegame con abbondante olio di girasole a 160°/170° max per fare cuocere bene l'interno e mettere su carta assorbente a perdere l'unto in eccesso fino a completamento della frittura.
Preparare il sugo schiacciando l'aglio per sbucciarlo, quindi (fare questa operazione sorvegliando per non fare bruciare)soffriggere in un tegame con 3 cucchiai di olio d'oliva e quando l'aglio assume una colorazione bionda versare la passata di pomodoro fresco, un cucchiaino di sale e 1 di zucchero, mescolare e cuocere a fuoco moderato per 5 minuti e intanto fare a bastoncini il caciocavallo che andrà inserito nelle feritoie delle melanzane già fritte prima di gettarle nel sugo per terminare gli ultimi minuti di cottura. Aggiungere le cime di basilico lavate, coprire il tegame e spegnere facendo riposare almeno 15 minuti prima di servire.
P.S. per meglio agevolare l'operazione di "ammuttunatura" (riempimento) consiglio di tenere le melanzane 2 giorni in un cesto in cucina per permettere che si ammorbiscano un po'.

domenica 11 ottobre 2015

Le uova strapazzate

Le uova strapazzate sono una pietanza rapida, di semplice realizzazione e molto apprezzata. È chiamata la "Perfetta Colazione Britannica", ma non bisogna limitarsi a mangiare le uova solo a colazione; si possono preparare anche per una cena gustosa, sana e di facile realizzazione. Per la colazione di 4 persone

  • 5 uova grandi bio;
  • una noce di burro;
  • 1 cucchiaio di latte o panna liquida;
  • sale marino per condire;
  • sale nero di Cipro per decorare (facoltativo);



Mettere la noce di burro nella padella già calda e una volta spumeggiante, versare le uova leggermente sbattute in una ciotola aggiungendo un pizzico di sale e il latte e cuocere a fuoco lento. Non siate tentati di mescolare in modo aggressivo, piuttosto utilizzate una spatola di gomma per spazzare solo lo strato di uova dal fondo della padella ogni volta si forma, così l'uovo crudo può scendere lì e cuocere a strati. Questo vi darà la texture più bella. La chiave per ottenere ottime uova strapazzate è sempre il perfetto rapporto di uovo cotto con uovo leggermente meno cotto. A tal fine, è necessario togliere dal fuoco quando il composto è ancora a tre quarti di cottura perchè proseguirà la cottura anche lontano dal fuoco e per questo è importante continuare a mescolare ancora un poco. Adagiare le uova su un piatto caldo e aggiungere una leggera spolverata di sale nero di Cipro che darà un tocco di classe al piatto. accompagnare le uova con pane tostato, salmone affumicato o bacon croccante, pane nero tostato e tutto ciò che vi suggerisce la fantasia.

sabato 10 ottobre 2015

I bocconcini meraviglia

Ho preparato questi bocconcini, ideati appositamente dal grande Jamie Oliver per colazione e il successo che hanno avuto tra i miei lupetti famelici è stato eccezionale tantè che nemmeno ho avuto il tempo per immortalare le loro bocche divoratrici...scusate, volevo dire il piatto!
Come dicevo, questi bocconcini croccanti sono un'invenzione di Jamie. Goloso com'è li ha creati croccanti fuori e morbidi dentro, da farcire ancora caldi, per colazione. Potete metterci di tutto: dalla marmellata alla crema di nocciola, dalle uova strapazzate al miele e banane, dalle fragole e yogurt al salmone affumicato e limone...I miei li hanno farciti con tanta nutella, mentre io li ho preferiti con burro e prosciutto affumicato.


  • 500 gr di farina 00,
  • 1 cucchiaino di zucchero semolato,
  • 1 bustina da 7 g di lievito istantaneo per pizzaiolo,
  • 2 cucchiaini di sale marino,
  • una presa di bicarbonato;
  • olio di semi di girasole;

Preriscaldare il forno a 170 °  e ungere con olio di girasole una teglia per focaccine da 12. Mettere tutti gli altri ingredienti in una ciotola e versare 600 ml di acqua tiepida. Sbattere il tutto fino a ottenere una pastella sciolta, dovrebbero bastare solo pochi secondi e asciare lievitare per 10 minuti. Quando il composto ha assunto una consistenza appiccicosa, con un cucchiaio riempire ogni buco della teglia fino quasi al bordo e infornare. Cuocere per circa 35 minuti, o fino a quando i bocconcini fuoriescono dal buco e assumono una colorazione dorata. Sfornare e fare raffreddare su una gratella per alcuni minuti, poi servire ancora calde con tutto quello che la fantasia vi suggerisce.

Riso basmati al limone e spiedini di gambero

Profuma di esotico la cenetta che prepareremo per questa sera. Imiteremo un po' la cucina orientale con una bella ciotola di riso basmati dal gusto aromatico e molto profumato e serviremo degli spiedini di gambero appena grigliati e croccanti, il tutto accompagnato da una insalata di rucola e mais. Le dosi bastano per 4 persone.


  • riso basmati 1 tazza tipo quelle da colazione;
  • 24 code di gamberi, sgusciati e privati del budellino;
  • mezza cipolla tritata;
  • 120 ml di vino bianco secco;
  • 2 limoni bio;
  • 3 cipollotti sbucciati e affettati,
  • 4 spicchi d'aglio;
  • 1 pezzo di zenzero fresco di circa 3 cm tritato finemente;
  • 2 peperoncini verdi piccanti, senza semi e tritati;
  • 1 spolverata di coriandolo in polvere;
  • 1 pizzico di cumino in polvere;
  • 1 pizzico di senape in polvere;
  • 2 cucchiai di salsa di soia;
  • 1 cucchiaio di zucchero grezzo;
  • 100 gr di rucola fresca;
  • 80 gr di mais dolce;
  • olio extravergine di oliva;
  • sale marino e pepe nero;



In una ciotola mescolare insieme il vino, la cipolla, il succo di limone, 2 spicchi d'aglio schiacciati e 3 cucchiai d’olio. Tuffarvi i gamberi e lasciare marinare per 1 ora circa in frigo. Mettere il riso in un tegame già caldo, aggiungere 2 tazze colme di acqua bollente, un pizzico di sale, un filo d'olio e mezzo limone (togliendolo prima di servire), coprire e cuocere a fuoco medio per 10 minuti.
In una padella calda( meglio se avete il wok) versare 2 cucchiai d’olio, unire 2 spicchi d'aglio tritato, i cipollotti, i peperoncini e lo zenzero e cuocere per 2 minuti avendo l’accortezza di mescolare continuamente, aggiungere il coriandolo, la senape e il cumino mescolando ancora per 1 minuto, quindi versare la salsa di soia e lo zucchero grezzo mescolando bene. Togliere la salsa ottenuta dal fuoco sistemandola in una salsiera. Scaldare il grill e intanto infilare i gamberi a due a due negli  spiedini. Dare una leggera spennellata con la loro marinata e cuocere per 3 minuti circa a breve distanza dal calore. Condire la rucola e il mais con sale, pepe, il succo di mezzo limone e 2 cucchiai di olio. Servire sistemando una cucchiaiata di riso su un piatto, adagiarvi accanto gli spiedini, l'insalata condita, irrorare il tutto con la salsa preparata nel wok e servire.

venerdì 9 ottobre 2015

La mattonella palermitana

Ed eccomi di nuovo alle prese con una ricetta della mia Palermo: la mattonella. Prodotto da forno riccamente condito, insieme ai calzoni, le arancine , il pane e panelle e le crocchè, fa parte della tipica colazione palermitana e la cosa più importante è che il prodotto sia appena sfornato e caldissimo ed è comunque è gradita a tutte le ore. Deve il suo nome alla forma, infatti nasce in una teglia rettangolare grande e poi va suddivisa in porzioni che risultano di forma quadrata di circa 12 x 12 cm , la tipica forma delle mattonelle.
Le dosi bastano per una teglia bassa di circa 30 x 35 e tagliare in 9 porzioni

La mattonella palermitana
  • 500 gr di farina “00”;
  • 60 gr di zucchero;
  • 50 gr di strutto;
  • 300 ml di acqua tiepida;
  • 25 gr di lievito (1 cubetto),
  • 10 gr di sale.

Occorrente per il ripieno:

  • 300 gr: di prosciutto tagliato non troppo sottile,
  • 300 gr: di treccione di mozzarella ben asciutto,
  • 1 conf. da 400 gr di pelato a pezzettini già condito con olio, sale e origano
  • Olio d’oliva, origano, sale e pepe,
  • 1 tuorlo d’uovo per lucidare,
  • Semi di sesamo.

Sciogliere il lievito nell'acqua tiepida insieme allo zucchero e versare nella ciotola della planetaria con il gancio impastatore, avviare la macchina e versare la metà della farina, lo strutto morbido e il sale. Fare lavorare per 5 minuti quindi aggiungere a poco a poco il resto della farina e lavorare altri 10 minuti. Togliere l’impasto dalla ciotola e ripassarlo sulla spianatoia infarinata per qualche minuto ancora: l’impasto deve essere liscio e ben omogeneo, dividere in 2 parti, una un poco più grande dell'altra, che sistemeremo su un piano infarinato, coprire con una tovaglia leggera e fare lievitare un’oretta in ambiente caldo( per intenderci: con la finestra chiusa e niente spifferi) quindi spianare la pasta più grande con il mattarello e formare un rettangolo che possa coprire il fondo della teglia già unta di olio e i bordi, che condiremo prima con un sottile strato di pomodoro, poi il prosciutto, la mozzarella, (a piacere pure wurstel e funghi) poi richiudere con l'altra metà della pasta anch'essa spianata rettangolare e richiudere con i bordi della pasta inferiore ripiegando  su quella di sopra. Spennellare la superficie con il rosso dell'uovo sbattuto e cospargere con i semi di sesamo. Fare lievitare altri 30 minuti prima di infornare a 200° per 15 minuti. La superficie deve risultare lucida e ben dorata. Servire ben calda
N.B. con lo stesso impasto si possono fare pizzette, rollò con wurstel e focaccine condite con sale, olio, origano e rosmarino.